Mi ha particolarmente interessato il lavoro della dottoressa Phyllis M.H. Atwater, nota psicologa americana esperta nel campo dell’ipnoterapia che ha praticato per anni.
Il suo interesse per le NDE risale al 1977, anno in cui per seri problemi di salute si è trovata, per ben tre volte in tre mesi, a sperimentare lei stessa esperienze di premorte ed è tutt'oggi riconosciuta internazionalmente come una delle più importanti ricercatrici in suddetto campo.
Nel suo libro più famoso, Beyond the Light (Oltre la luce), spiega esattamente cos'è la morte:
“Per prima cosa, si soffre per il dolore. Istintivamente lotti per continuare a vivere. Questo è istintivo. E’ inconcepibile per la nostra mente comprendere l’esistenza di un’altra realtà che coesista con la nostra fatta di materia e limitata nello spazio e nel tempo. Siamo stati resi coscienti solo di quest’ultima. Noi siamo abituati fin dalla nascita a vivere e prosperare in essa. Ci identifichiamo in ciò che crediamo di essere dagli stimoli esterni che riceviamo. La vita ci dice chi siamo e noi lo accettiamo. Anche questo si da per scontato. Il tuo corpo si affloscia. Il tuo cuore si ferma. Non respiri più. Perdi la vista, la sensibilità, e la facoltà di muoverti, sebbene la capacità di sentire tutto svanisca per ultima. L'identità cessa. Il “te” che eri prima diviene solo un ricordo. Non c’è alcun dolore al momento della morte. Soltanto il silenzio pacato. . . calma. . . quiete. Ma tu esisti ancora. È facile non respirare. Infatti, è più facile, più comodo, ed infinitamente più naturale non respirare che respirare.
La sorpresa più grande per la maggior parte delle persone morenti è dover comprendere che morendo non finisce la vita. Se l’oscurità o la luce vengono dopo, qualsiasi altro evento, che ti piaccia o no, la sorpresa più grande è dover comprendere che sei ancora tu. Puoi ancora pensare, ricordare, vedere, sentire, muoverti, meravigliarti, porti domande e ridere agli scherzi - se lo desideri. Sei ancora vivo, intensamente vivo. Davvero, sei più vivo dopo la morte che durante la tua vita. Solo in modo completamente diverso; diverso perché non hai più un corpo fisico per filtrare ed amplificare le varie sensazioni che una volta consideravi come gli unici riferimenti validi per comprendere la vita. Sei stato educato a pensare di avere bisogno di un corpo per vivere. Se pensi di morire quando esso morirà resterai deluso. L'unica cosa che accade quando si muore è che ci si libera, che esce fuori e si scarta "il rivestimento" che si è portato una volta (chiamato più comunemente corpo). Quando muori perdi il tuo corpo. Tutto qua. Non ci sono altre perdite. Non sei il tuo corpo. È solo qualcosa che indossi per un istante, perché vivere sul piano di esistenza terreno è infinitamente più significativo e più coinvolgente se stai indossando il tuo abbigliamento e conformato alle sue regole.”
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