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Nascere, morire, rinascere per progredire sempre: questa è la legge -Allan Kardec-

domenica 17 luglio 2011

Metafonia

Quando si parla di Metafonia ( ricezione, tramite l’uso di un registratore o della radio, di parole e frasi di senso compiuto che non provengono dall’ambiente circostante ma da “altre dimensioni”) non si può non parlare di Marcello Bacci, noto ricercatore italiano conosciuto per i suoi straordinari esperimenti e per la grande generosità che dimostra mettendo a disposizione della scienza e di tutti coloro che hanno perduto una persona cara la propria eccezionale dote: quella di poter comunicare con estrema chiarezza e precisione con le entità che abitano l’altra dimensione. Inoltre egli ha sempre agito senza chiedere un soldo, aiutando chi si rivolge a lui per puro spirito umanitario, investendo il suo tempo e le sue energie solo per amore della verità e del suo prossimo.

Un esperimento straordinario condotto dai tecnici del Laboratorio proprio nello studio di Marcello Bacci a Grosseto il 5 dicembre del 2004, durante il quale erano presenti, tra gli altri, il professor Fontana, Anabela Cardoso, nota ricercatrice brasiliana, e Robin Foy, ricercatore del gruppo inglese di Scole.
Queste le fasi più incredibili dell’esperimento raccontate da Paolo Presi sul sito www.marcellobacci.it :

“Le entità, su richiesta di Bacci, parlano in inglese con David Fontana e con Robin Foy e in lingua portoghese con la Cardoso che, stringendo la mano di Mario, mostra segni di commozione. David Fontana è letteralmente sconcertato per il contatto e per il colloquio che sta intavolando con le entità. A questo punto uno sguardo d'intesa lanciato da Mario Festa a Franco Santi, due tecnici presenti, che durante tutta la seduta è sempre rimasto in attesa accanto a Marina ed Emanuele, dà inizio all'esperimento scientifico. Franco avanza, prende possesso della radio, la gira al contrario e comincia a togliere la prima, la seconda, la terza, la quarta valvola mentre la comunicazione da parte dell'invisibile interlocutore continua imperterrita e come se nulla fosse accaduto. A questo punto gli ospiti stranieri danno evidenti segnali di grande sgomento, mentre Franco, imperterrito, continua la sua operazione di rimozione. Su richiesta di Paolo Presi, Franco toglie anche l’ultima valvola, la quinta. Ora la radio non è più una radio, o meglio è tale perché rimane accesa e solo perché c’è corrente, ma essa non riceve più su alcuna frequenza e come potrebbe farlo dal momento che le mancano tutti i componenti essenziali per la trasmissione? Ma nonostante tutto continuano ad arrivare messaggi: le entità parlano come se niente fosse accaduto! Poi avviene l’inverosimile, l’impossibile, l’imponderabile: Bacci, con un atto non programmato ma del tutto istintivo, spegne la radio agendo sul tasto dell’interruttore. Ora non c’è più corrente, la radio è un oggetto inerte, anzi essa non è più una radio ma può essere tutto e niente. La radio, la vecchia radio di Bacci è solo un soprammobile. E che accade? Con somma meraviglia di tutti i presenti accade che, a radio spenta, le voci continuano a dare i loro messaggi! Sì, a radio spenta, continua la comunicazione delle entità; l’unica variabile è che le voci sembrano essere un pò più lente ma sempre chiare e comprensibilissime.

La stanza è in subbuglio, tutti si alzano in piedi; alcune mamme presenti si commuovono. Marcello è stordito dall’evento; Anabela Cardoso abbraccia Mario Festa sgomenta e commossa; Robin Foy e David Fontana sono anch’essi in piedi attoniti, increduli e stravolti dagli eventi. In un attimo tutto è compiuto.

Le entità hanno più volte affermato che il contatto avviene allo scopo di alleviare la sofferenza delle persone che hanno subito la perdita di un congiunto profondamente amato ed è destinato a favorire un incontro fra “vivi e morti”, anche se spesso le entità ci dicono che loro sono vivi più che mai e che i veri morti siamo noi, oppressi dai limiti della corporeità.

A sottolineare quanto affermato, durante il colloquio alcuni degli ospiti, anche se partecipano per la prima volta, vengono chiamati per nome e talvolta anche col cognome dall’entità che parla alla radio e poi viene presentato il congiunto tanto atteso e viene favorito un dialogo diretto con chi è rimasto “dall’altro lato del velo”. Il defunto si presenta ripetendo più volte il proprio nome, comunica con gioia la propria sopravvivenza e spesso dichiara la propria iniziale sorpresa di essersi ritrovato vivo e immerso in una luce sfolgorante; talvolta la sua voce conserva lo stesso timbro e le medesime caratteristiche foniche di quando era in vita e ciò suscita profonda e sconvolgente emozione nei presenti.

Un episodio di materializzazione scientificamente provato

Tra le mie varie ricerche di trovare episodi paranormali oggettivamente e scientificamente dimostrabili, il libro di Francesca Scarrica (La Scienza che ha dimostrato l'Aldilà) ne riporta veramente tantissime.
Mi ha particolarmente incuriosita l'esperienza vissuta da John Logie Baird, genio scozzese precoce, dal principio scettico come la stragrande maggioranza del genere umano, che di seguito riporto:

Nel suo libro Soap, Sermon and Television egli descrisse una seduta con la medium Marjorie alla quale partecipò anche il grande scienziato Oliver Lodge. Baird ci narra che la medium era una rispettabile madre di famiglia che aveva cominciato a frequentare i circoli spiritualisti in seguito alla terribile tragedia che l’aveva colpita: il suo unico figlio, Jack, in seguito ad un attacco di depressione, si era suicidato tagliandosi la gola con un rasoio. Affranta dal dolore, Marjorie sperava di poter contattare in qualche modo il figlio proprio attraverso i circoli spiritualisti, scoprendo, col passare del tempo, di avere lei stessa strabilianti capacità di medium e arrivando addirittura, dopo adeguato sviluppo di tali capacità, a materializzare proprio suo figlio. Baird narra che, durante la seduta, si materializzarono le mani di Jack che furono strette da tutti i presenti e allora Lodge, che era stato invitato come osservatore scettico ed imparziale, ebbe l’idea di prendere le impronte digitali della mano ectoplasmatica di Jack per confrontarle con quelle rimaste sul rasoio col quale si era ucciso e che era stato accuratamente conservato, quasi come un cimelio. Si poté in tal modo constatare che quelle impronte corrispondevano esattamente a quelle rilevate sul rasoio. Baird riteneva che questo genere di prova sarebbe stato sufficiente, da solo, a fornirci l’evidenza dell’immortalità della nostra anima.


giovedì 14 luglio 2011

NDE (Near-Death-Experiences)

Per NDE si intendono quelle particolari esperienze spirituali che vengono riportate da quelle persone che, dopo essere state dichiarate morte per attacchi cardiaci o incidenti, grazie ad interventi di rianimazione sempre più sofisticati, vengono letteralmente “riportate” alla vita.

Mi ha particolarmente interessato il lavoro della dottoressa Phyllis M.H. Atwater, nota psicologa americana esperta nel campo dell’ipnoterapia che ha praticato per anni.
Il suo interesse per le NDE risale al 1977, anno in cui per seri problemi di salute si è trovata, per ben tre volte in tre mesi, a sperimentare lei stessa esperienze di premorte ed è tutt'oggi riconosciuta internazionalmente come una delle più importanti ricercatrici in suddetto campo.
Nel suo libro più famoso, Beyond the Light (Oltre la luce), spiega esattamente cos'è la morte:

“Per prima cosa, si soffre per il dolore. Istintivamente lotti per continuare a vivere. Questo è istintivo. E’ inconcepibile per la nostra mente comprendere l’esistenza di un’altra realtà che coesista con la nostra fatta di materia e limitata nello spazio e nel tempo. Siamo stati resi coscienti solo di quest’ultima. Noi siamo abituati fin dalla nascita a vivere e prosperare in essa. Ci identifichiamo in ciò che crediamo di essere dagli stimoli esterni che riceviamo. La vita ci dice chi siamo e noi lo accettiamo. Anche questo si da per scontato. Il tuo corpo si affloscia. Il tuo cuore si ferma. Non respiri più. Perdi la vista, la sensibilità, e la facoltà di muoverti, sebbene la capacità di sentire tutto svanisca per ultima. L'identità cessa. Il “te” che eri prima diviene solo un ricordo. Non c’è alcun dolore al momento della morte. Soltanto il silenzio pacato. . . calma. . . quiete. Ma tu esisti ancora. È facile non respirare. Infatti, è più facile, più comodo, ed infinitamente più naturale non respirare che respirare.
La sorpresa più grande per la maggior parte delle persone morenti è dover comprendere che morendo non finisce la vita. Se l’oscurità o la luce vengono dopo, qualsiasi altro evento, che ti piaccia o no, la sorpresa più grande è dover comprendere che sei ancora tu. Puoi ancora pensare, ricordare, vedere, sentire, muoverti, meravigliarti, porti domande e ridere agli scherzi - se lo desideri. Sei ancora vivo, intensamente vivo. Davvero, sei più vivo dopo la morte che durante la tua vita. Solo in modo completamente diverso; diverso perché non hai più un corpo fisico per filtrare ed amplificare le varie sensazioni che una volta consideravi come gli unici riferimenti validi per comprendere la vita. Sei stato educato a pensare di avere bisogno di un corpo per vivere. Se pensi di morire quando esso morirà resterai deluso. L'unica cosa che accade quando si muore è che ci si libera, che esce fuori e si scarta "il rivestimento" che si è portato una volta (chiamato più comunemente corpo). Quando muori perdi il tuo corpo. Tutto qua. Non ci sono altre perdite. Non sei il tuo corpo. È solo qualcosa che indossi per un istante, perché vivere sul piano di esistenza terreno è infinitamente più significativo e più coinvolgente se stai indossando il tuo abbigliamento e conformato alle sue regole.”