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Nascere, morire, rinascere per progredire sempre: questa è la legge -Allan Kardec-

giovedì 18 luglio 2013

Luci dalle Altre Dimensioni

Fonte: The Scole Experiment

Ho trovato molto interessante questo episodio svoltosi durante un esperimento medianico del gruppo di Scole. In questa particolare occasione molti scettici erano presenti, tutti col dente avvelenato per prendersi il merito di aver smascherato una farsa, tanto da esigere, giustamente e con totale approvazione dei medium, che gli esperimenti si svolgessero presso le loro abitazioni, onde evitare facili frodi.
Fortunatamente esistono anche scettici dalla mentalità aperta.
Quello che segue è l’esperienza riferita da questi.

Il punto luminoso (solitamente unico):

1. Saettava per la stanza a grande velocità ed eseguiva elaborati movimenti davanti a noi, tra cui cerchi perfetti e prolungati, eseguiti ad alta velocità e con una precisione che all’apparenza non poteva essere attribuita a un intervento dell’uomo.
2. Diventava visibile solo a uno di noi ma non al suo vicino, poi capovolgeva la disposizione come a dimostrare di occultarsi e di essere mossa da una motivazione intelligente.
3. Si posava sulle mani distese, saltando da l’una all’altra.
4. Rispondeva alle richieste, come illuminare e irradiare una parte del corpo.
5. Entrava in un cristallo e vi rimaneva come piccolo punto di luce, muovendosi al suo interno, o permeando di luce la sua struttura.
6. Mentre eseguiva un cerchio perfetto di luce, accendeva e spegneva alcuni segmenti del cerchio.
7. Diffondeva la luce attraverso una ciotola di pirex capovolta o messa in altre posizioni.
8. Alla base della ciotola di pirex lasciava l’immagine tridimensionale di un cristallo luminescente – rivelatosi inconsistente quando i ricercatori hanno cercato di prenderlo – trasformando poi l’essenza luminosa del cristallo in una forma solida che poteva essere sollevata e riposta; ripeteva questa procedura due volte, in modo tale da non lasciare alcun dubbio ai tre osservatori, uno dei quali (Arthur Ellison, professore di Ingegneria) mise la testa proprio sopra e abbastanza vicino alla ciotola da impedire l’ingresso di una mano; grazie alla luce irradiata dal cristallo Montague Keen e David Fontana (professore di Psicologia) potevano vedere chiaramente il suo volto.
9. Colpiva il piano del tavolo con un colpo secco, oppure il vetro della cupola o il piatto, con un rumore metallico, e lo faceva ripetutamente restando visibile come un nitido puntino di luce.
10. Appariva all’interno della pallina da ping-pong che, dalla ciotola di pirex era stata lanciata all’altro capo della stanza; alla fine della seduta venne ritrovata sul pavimento.
11. Creava un chiarore diffuso sul soffitto, sul pavimento, sulla parete più lontana dal tavolo, a un metro e mezzo circa di distanza, o attorno alle mani o alle ginocchia dei partecipanti, che consentiva ai ricercatori di vederne le mani e talvolta i volti, nonché il blocco degli appunti e la penna di Montague Keen; creava lo stesso effetto a mezz’aria, che non veniva riflesso da nessuna superficie.
12. Illuminava i piedi dei partecipanti sotto il bordo del tavolo rotondo, nonostante l’ostacolo costituito dalla struttura portante che di fatto impediva ai membri del gruppo di toccarsi.
13. Si posava ed apparentemente penetrava nel torace dei ricercatori, che subito dopo riferivano di aver percepito delle sensazioni interne, poi usciva da un’altra parte del corpo.
14. Entrava nel bicchiere d’acqua tenuto da un ricercatore(David Fontana) e agitava visibilmente e sonoramente il liquido senza spegnersi; il volto del ricercatore era proprio sopra il bicchiere, e quindi precludeva l’ingresso di qualsiasi strumento fisico.
15. Illuminava simultaneamente con una luce diffusa i sei piedini di perspex, alti 5cm, della base di legno che sosteneva la cupola di vetro.
16. Si posava sulle palme aperte di un ricercatore ospite (professore Grattan-Guinness) che poi, per un breve momento, chiudeva tra le mani la luce, per convincersi dell’assenza di qualsiasi legame fisico.
17. Con l’ausilio del profilo di una mano di un’entità apparentemente disincarnata, sollevava un cristallo illuminato internamente da una luce spirituale e lo trasportava all’altro capo del tavolo.
18. Illuminava internamente una lampadina sospesa sopra le teste dei partecipanti, senza accensione del filamento.
19. Illuminava diverse parti della vaschetta di vetro, muovendosi all’interno.
20. Assumeva una forma simile a una grossa biglia che, rotolando sul tavolo, raggiungeva uno dei ricercatori, producendo abbastanza luce da illuminargli le mani.
21. Si muoveva seguendo il ritmo della musica.
22. Produceva “lampi fulminei” in un punto di una grande stanza, a circa tre metri, tre metri e mezzo dal gruppo seduto attorno al tavolo.
23. Appariva simultaneamente come due luci separate.
24. Eseguiva una serie di “voli in picchiata” sul piano del tavolo, colpendolo in modo visibile e udibile, per poi riemergere, apparentemente, da un punto proprio sotto il tavolo.
25. Restava per qualche minuto o più come una piccola luminescenza immobile, nitida e costante, proprio sopra il tavolo all’altezza delle teste.
26. Cambiava forma, trasformandosi da un puntino di luce a un chiarore diffuso.
27. Irradiava di luce visibile una pallina da ping-pong che era stata sollevata, fatta ricadere sul pavimento ai piedi di uno dei partecipanti poi, dopo essere rimasta ferma per un attimo, era stata spostata in un angolo della struttura portante sotto il tavolo.
28. Il chiarore aumentava in modo significativo quando i partecipanti premevano le mani sulle ginocchia.
29. Si spostava a grande velocità, descrivendo, a volte, forme geometriche perfette a trenta, sessanta centimetri dal viso dei visitatori, ma senza fare alcun rumore né provocare spostamenti d’aria percettibili.
30. Illuminava le dita della mano (a grandezza naturale) di uno spirito; mano descritta, dalla persona che l’ha percepita, come morbida e fredda.
31. Da un chiarore appena diffuso si trasformava in oggetti che si materializzavano o fluttuavano sopra il tavolo; gli oggetti assumevano, a seconda dei casi, la forma di statuine o di un “volto” appena accennato che sembrava muovere le labbra; i vari oggetti erano animati, e alcuni levitavano verso il soffitto prima di scomparire.
32. A volte scompariva all’improvviso.
33. Dal nulla aumentava fino ad assumere una forma visibile a quella di una roccia che levita; passava davanti a un ricercatore prima di fermarsi davanti a un altro, per poi ritornare al punto di partenza e scomparire gradatamente.

Aggiungerei inoltre la testimonianza di George Dalzell, un semplice assistente sociale che esplora l’autenticità dei fenomeni medianici:

“... Mi venne in mente che se il fenomeno luminoso fosse stato facilitato da un’invisibile èquipe di spiriti scienziati, come aveva asserito Robin Foy allora, forse avrei potuto comunicare direttamente con uno di questi scienziati usando il pensiero. In questo modo potevo controllare l’autenticità dei fenomeni di Scole senza che il gruppo e i partecipanti ne fossero a conoscenza. Distesi le mani al buio e formulai questo pensiero: “Toccate la mia mano destra. Inviate una luce alla mia mano destra se riuscite a sentirmi in questo momento”.
A quel punto, una luce sorvolò le teste degli spettatori e superando il gruppo di Scole venne a toccare il dito indice della mia mano destra. Ero incredulo. Riuscivo a sentire la luce che mi toccava fisicamente, così come potevo chiaramente vedere che non si trattava di una corda in fibra ottica o di una proiezione luminosa, ma piuttosto di una luce bianco-bluastra di origine imprecisa....”.

Voi che scettici siete?

Io vorrei capire la ragion per cui taluni scettici dalla mentalità chiusa debbano negare l’esistenza di un’Altra Dimensione anche dopo che altri scettici, inizialmente chiusi anch’essi, ne abbiano appurato l’autenticità, quasi come se questi ultimi fossero di colpo impazziti o presi da un’allucinazione collettiva. Non scettici comuni s’intenda, ma esimi scienziati, fisici, ingegneri, psicologi, astrofisici e premi Nobel.
A tal proposito Victor Zammit (autore del libro “Un avvocato presenta il caso dell’Aldilà. Prove oggettive inconfutabili”) si esprime così su entrambi:

“Gli scettici dalla mentalità chiusa hanno già preso delle decisioni definitive in ogni ambito esistenziale. E, siano essi dei ricercatori o degli studiosi, come il clero al tempo di Galileo, si rifiutano perfino di prendere in considerazione le informazioni scientifiche che contraddicono le loro convinzioni personali. Essi hanno ampliato la definizione di "scettico" portandola da "colui che dubita" a "colui che si rifiuta di accettare"”.

Poi continua:

“Gli scettici dalla mentalità chiusa che sostengono di avere indagato sui fenomeni paranormali nella maggioranza dei casi hanno respinto i risultati delle osservazioni e degli esperimenti metafisici, anche quando tali risultati erano stati ottenuti in maniera oggettiva. Secondo la loro logica, se i risultati si dimostrano positivi, lo sperimentatore deve essere poco qualificato o complice di una frode, perché l'Aldilà e i fenomeni metafisici non esistono e non possono esistere. Essi hanno assunto il ruolo di procuratori piuttosto che quello di investigatori”.

Di contro oppone gli altri:

“Uno scettico dalla mentalità aperta è una persona che generalmente non accetta la superstizione o le credenze per spiegare i fenomeni fisici e quelli metafisici. Ma accetta i risultati che abbiano una base scientifica o comunque oggettiva..." 

E ancora:

“Sono famoso per il fatto di ispirare pubblicamente le mie azioni a una visione scettica della vita, nel senso che non sono disposto ad accettare "per fede" ciò che mi viene detto. Io dubito, domando, leggo, ricerco, indago. Mi considero uno scettico dalla mentalità aperta ma non nell'ambito specifico dell'Aldilà, perché in questo campo ho condotto indagini scrupolose”.

Più avanti prosegue:

"Quando i materialisti e gli scettici dalla mentalità chiusa si rifiutano di accettare le prove oggettive che attestano l'esistenza dell'Aldilà, mi viene in mente un scena processuale. Immaginate che, in un caso di omicidio, la pubblica accusa abbia portato in aula un centinaio di testimoni. Che tutti questi testimoni siano scienziati, dottori, avvocati, scrittori, psichiatri, psicologi, fisici e molti altri, tutti altamente accreditati. Che tutti i testimoni affermino di avere visto l'accusato premere il grilletto e colpire cinque volte la vittima al torace.
A quel punto l'avvocato difensore si alza e fa la sua arringa utilizzando le argomentazioni degli scettici:
• tutti i testimoni dell'accusa hanno le allucinazioni,
• erano tutti sotto ipnosi,
• sono tutti complici dell'accusa,
• in alternativa, tutti i testimoni riversano la loro colpa sull'accusato,
• i testimoni hanno esteriorizzato congiuntamente la loro energia in eccesso ed è questo che ha provocato la morte della vittima.
• (e se tutte le altre argomentazioni si dimostrano inefficaci) si è trattato di super Percezione Extrasensoriale (ESP).
In base alla mia esperienza, vedo che gli scettici dalla mentalità chiusa applicano, a seconda dei casi, dei test o dei criteri di valutazione differenti, con lo scopo espresso di ingenerare confusione nella gente".

E Voi?
Che scettici siete?